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martedì 9 settembre 2014

Fattori che danneggiano il Dna

Molte patologie, come anche quelle connesse all’invecchiamento, derivano da una dinamica interazione tra geni ed ambiente. Un certo tipo di assetto genetico ci predispone verso determinate malattie e verso un invecchiamento più o meno salutare in base a come i fattori legati allo stile di vita come lo stress, l’alimentazione, l’inquinamento ambientale, interagiscono con lo stesso.
Questa azione può manifestarsi sia come danno sul patrimonio genetico (mutazione) con conseguente alterazione della sequenza dei nucleoitidi, che come influenza sull’espressione genetica e quindi sulla capacità del genoma di essere “tradotto” in proteine ad azione sia strutturale che regolatoria.
L’invecchiamento avviene, a livello del DNA, mentre si forma una nuova cellula che prende il patrimonio genetico dalla cellula madre come si trattasse di una fotocopia. Miliardi di cellule si replicano ogni giorno nel nostro organismo, ma con l’andare del tempo la qualità delle nuove cellule peggiora gradualmente.
L’inquinamento ambientale, fattori alimentari, lo stile di vita e l’eredità genetica contribuiscono al danneggiamento dell’infrastruttura cellulare, determinando un processo d’invecchiamento unico per ogni individuo.
Una replicazione non ottimale delle cellule è l’essenza dell’invecchiamento biologico. L’invecchiamento biologico (quello che succede all’interno delle cellule), e non l’invecchiamento cronologico, determina il grado di deterioramento dell’organismo e la sua capacità di conservarsi in buona salute.
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