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sabato 13 ottobre 2018

Canapa e industria: se ne parla a Canapaforum il 27 e 28 ottobre 2018


Si svolgerà sabato 27 e domenica 28 ottobre presso il Circolo Filologico Milanese di via Clerici 10, il primo forum dedicato esclusivamente alle applicazioni industriali e terapeutiche della canapa, promosso ed organizzato da Federcanapa, l’associazione di imprese ed esperti costituitasi nel 2016 per tutelare gli interessi dei coltivatori e dei primi trasformatori della Canapa Industriale coltivata in Italia.
Si tratta del primo appuntamento italiano che intende approfondire le esperienze concrete (a livello nazionale e internazionale) e le straordinarie opportunità che possono derivare dall’applicazione della canapa industriale in moltissimi ambiti produttivi ed economici: dall’alimentare alla farmaceutica; dalla cosmesi alla carta e al tessile; dalla salutistica all’edilizia; dalle bioplastiche alla zootecnia fino ai nuovi materiali. 
L’evento si preannuncia di alto profilo e non solo perché di respiro internazionale grazie alla presenza dei più autorevoli protagonisti del settore, con relatori ed espositori provenienti da numerosi paesi europei. Segnerà soprattutto il debutto del primo disciplinare sulla coltivazione del fiore, documento di fondamentale importanza per la regolamentazione della produzione della canapa, fortemente voluto da Federcanapa, Cia e Confagricoltura per stabilire criteri di qualità nella coltivazione, raccolta e conservazione delle infiorescenze di canapa, delle varietà ammesse nel catalogo europeo delle varietà con THC inferiore a 0,2%.   Dichiara il Presidente di Federcanapa Beppe Croce: “Il disciplinare impone la tracciabilità del prodotto in tutte le fasi del processo, dal seme fino alla commercializzazione del prodotto. A ottobre saremo ufficialmente operativi con un marchio – che rilasceremo alle aziende – ed un organismo di tutela, incaricato dei controlli su tutto il territorio italiano. Con questa iniziativa desideriamo indicare agli attori di questi nuovi mercati ed alle istituzioni, una direzione possibile per la regolamentazione di questo tipo di prodotti, a garanzia del più totale rispetto dell’ambiente e della salute delle persone.”   La giornata di sabato 27 sarà interamente dedicata all’industria e vedrà la presentazione, al mattino, delle testimonianze internazionali (con servizio di traduzione simultanea) mentre al pomeriggio quelle nazionali. Si tratteranno anche i temi delle infiorescenze per l’estrazione di princìpi attivi non stupefacenti, le esperienze di automazione dei processi di raccolta e trasformazione delle piante e ai punti critici della normativa italiana ed europea (limiti di THC negli alimenti, limiti di THC nelle coltivazioni, usi industriali delle infiorescenze). La giornata di domenica 28 sarà invece dedicata all’uso terapeutico dei cannabinoidi ed al rapporto tra strutture ospedaliere, medici e pazienti in Italia.  Trenta selezionati espositori in rappresentanza di diverse categorie merceologiche metteranno in mostra ed anche in vendita sia manufatti che ottime specialità alimentari realizzati con la canapa.  
Workshop e Corsi di formazione si susseguiranno, inoltre, nelle suggestive aule dello storico palazzo sede della più antica associazione culturale milanese, oltre alla presentazione del “Premio Tesi di Laurea e di Dottorato sulla Canapa” rivolto ai neolaureati che abbiano discusso una tesi tra il 2016 e il 2018 sull’argomento “canapa” in diversi settori: agronomico, genetico, economico o ingegneristico. Le tesi saranno valutate da una commissione interdisciplinare di esperti, che fanno parte del Consiglio Scientifico di Federcanapa. L’obiettivo è quello di promuovere ricerca, innovazione e creazione di start-up in Italia sull’industria della canapa.    Il programma completo è in fase di definizione ed è consultabile in tempo reale sul sito www.federcanapa.it. Il forum è aperto al pubblico, i biglietti di ingresso e la prevendita dei Corsi e Workshop sono disponibili on line sul sito, in costante aggiornamento.
Fonte: Notiziabile - Engarda Giordani


martedì 9 ottobre 2018

Obesity Day, il nuovo killer è l'inattività

L’obesità è un grave problema che affligge milioni di persone, il 10 ottobre parte la campagna mondiale di sensibilizzazione. La dottoressa Aurora Modeo, biologa nutrizionista del team scientifico Keyum: “L’unica reale soluzione per sconfiggere l’obesità è aumentare la consapevolezza di ciò che si mangia e praticare attività fisica”
La parola obesità deriva dal latino “obesus”, è formata dalla particella intensiva ob ed esus participio passato di edere ovvero mangiare ed è caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo. A livello internazionale, l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica: in primis perché è in costante aumento e non solo nei paesi occidentali e in secondo luogo perché è un importante fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative come diabete, malattie cardiovascolari, disturbi locomotori. Risulta quindi una sfida prioritaria per la sanità pubblica e quindi, anche quest’anno, il prossimo 10 ottobre si celebra “Obesity day”la giornata mondiale dell’obesità.
Escludendo quelle forme di obesità dovute ad alterazioni genetiche – spiega la Dottoressa Aurora Modeo, biologa nutrizionista del team scientifico Keyum, esperta nel programmare piani alimentari personalizzati - la maggior parte dei casi di obesità è legata ad un eccessivo introito calorico rispetto al fabbisogno specifico di un individuo. Il sovrappeso e l’obesità ad oggi colpiscono tutte le fasce di età: adulti, anziani e bambini. In Italia sono attivi dei sistemi di sorveglianza per la raccolta dei dati, i temi indagati sono quelli legati al sovrappeso e all’ obesità e al consumo di frutta e verdura”.
Negli adulti compresi tra i 18 e i 69 anni “Passi” raccoglie informazioni sullo stile di vita e comportamenti associati a fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili (o anche definite del benessere) e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione.  Il Centro nazionale di epidemiologia Cnesps-Iss, tramite il Progetto Cuore, effettua periodicamente la misurazione dei fattori di rischio cardiovascolari su campioni di popolazione, attraverso esami fisici standardizzati, rigorosi e accurati.  Negli anziani la sorveglianza “Passi d’Argento” fornisce informazioni sulle condizioni di salute, abitudini e stili di vita della popolazione uguale o maggiore a 65 anni del nostro Paese.  In età infantile, l’obesità e il sovrappeso hanno delle implicazioni dirette sulla salute del bambino e rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie in età adulta.
Dal 2007, per comprendere la dimensione del fenomeno nei bambini italiani e i comportamenti associati, il Ministero della Salute/CCM ha promosso e finanziato lo sviluppo e l’implementazione nel tempo del sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dall’allora Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (attualmente Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute) dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con le Regioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
“La sorveglianza – specifica Modeo - è alla base delle strategie italiane in materia di prevenzione e promozione della salute, quali il Programma Governativo "Guadagnare salute" e il Piano Nazionale della Prevenzione e, in ambito internazionale, aderisce alla “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. OKkio alla SALUTE, che ha una periodicità di raccolta dati biennale, ha lo scopo di descrivere la variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo dello stato ponderale, degli stili alimentari, dell’abitudine all’esercizio fisico dei bambini della terza classe primaria e delle attività scolastiche favorenti la sana nutrizione e l’attività fisica”.
Ad oggi, a livello nazionale, sono state effettuate cinque raccolte dati (2008-9, 2010, 2012, 2014 e 2016) ognuna delle quali ha coinvolto oltre 40.000 bambini e genitori e 2000 scuole. In particolare, nel 2016 hanno partecipato 2.604 classi, 45.902 bambini e 48.464 genitori, distribuiti in tutte le regioni italiane. I risultati della quinta raccolta dati di OKkio alla SALUTE confermano la necessità di mantenere viva l’attenzione e l’impegno nel favorire stili alimentari salutari e nel rafforzare il contrasto alla sedentarietà in ambito scolastico.
In merito alla sedentarietà, i dati raccolti hanno evidenziato che i bambini fanno poca attività fisica, si stima che 1 bambino su 8 risulta fisicamente inattivo; poco più di 1 bambino su 20 pratica un livello di attività fisica raccomandato per la sua età; tali dati sono sicuramente legati anche alle esigenze di recarsi a scuola con mezzi motorizzati, giocare poco all’aperto e non fare sufficienti attività sportive strutturate. Rispetto alle precedenti raccolte in quest’ultima rilevazione, sembra che la percentuale dei bambini inattivi sia aumentata. Tale dato è confermato anche a livello mondiale senza distinzione di età, in particolare le donne rispetto agli uomini, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un nuovo killer: l’inattività fisica. Il nuovo piano d’azione prevede di ridurre l’inattività fisica del 10% entro il 2025 e del 15% entro il 2030.
“Un modo per rendere fisicamente attivi i bambini è far loro percorre il tragitto casa-scuola a piedi o in bicicletta anzichè l’utilizzo di un mezzo pubblico o privato – consiglia l’esperta -  Nella nostra quotidianità sta diventando sempre più una sfida, soprattutto perché le nostre città e comunità non sono progettate nel modo funzionale. Le scuole e le famiglie devono collaborare nella realizzazione di condizioni e di iniziative che incrementino la naturale predisposizione dei bambini all’attività fisica. La crescente disponibilità di televisori e videogiochi, associata a profondi cambiamenti nella composizione e nella cultura della famiglia, ha contribuito ad aumentare il numero di ore trascorse in attività sedentarie. Pur costituendo un’opportunità di divertimento e talvolta di sviluppo del bambino, il momento della televisione si associa spesso all’assunzione di cibi fuori pasto che può contribuire al sovrappeso o obesità del bambino. Evidenze scientifiche mostrano che la diminuzione del tempo di esposizione alla televisione da parte dei bambini è associata ad una riduzione del rischio di sovrappeso e dell’obesità a causa prevalentemente del mancato introito di calorie legati ai cibi assunti durante tali momenti”.
La prevenzione precoce dell’obesità infantile, si attua attraverso la promozione di sani stili di vita in donne in gravidanza, ai neo-genitori e alle famiglie attraverso una cultura condivisa e coerente fra gli operatori sanitari per la diffusione di informazioni adeguate e univoche (es. Sapori di maternità) su corretti stili di vita fin dai primi anni di vita e nell’età scolare. Un altro aspetto da non sottovalutare è la percezione del peso del proprio figlio, che continua ad essere distorta nei genitori dei bambini con eccesso ponderale. Inoltre nell’indagine Okkio alla salute del 2016, circa 7 mamme su 10 pensano che il proprio bambino in sovrappeso o obeso mangi scarse o giuste quantità di cibo e 1 mamma su 2 di bambini considerati non attivi, pensa che il figlio svolga una attività fisica sufficiente.
Risulta dunque chiaro che per ridurre l’obesità è necessario aumentare la consapevolezza e attivarsi concretamente al fine di  modificare le abitudini alimentari e indirizzarsi verso una stile di vita più corretto e salutare.
Ogni anno, in vista dell’estate e dopo le festività natalizie, veniamo inondati da diete miracolose, prive di fondamento scientifico e, molto spesso sbilanciate, a basso contenuto calorico, che, in pochi giorni, settimane o nel miglior delle ipotesi mesi, permettono di perdere in bilancia: dai 10 ai 20 kg.Ma siamo sicuri che queste proposte dietetiche siano davvero la soluzione migliore per combattere i chili in eccesso, la condizione di sovrappeso e che ci allontanano realmente dal rischio obesità? “Nella maggior parte dei casi – avverte la biologa nutrizionista - tali regimi dietetici ci danno solo l’illusione che qualcosa stia cambiando, ma non è così!.Alla perdita di peso veloce e rapida si contrappone un effetto “YoYo”, che riporta il peso al punto di partenza o a volte, addirittura, ad un incremento rispetto ai valori precedenti. Ad oggi, l’unica reale soluzione per sconfiggere l’obesità è aumentare la  consapevolezza di ciò che si mangia, non solo sperimentando l’assunzione di cibi più o meno calorici e le relative quantità ma anche e soprattutto valutando il loro rispettivo senso di sazietà. Intraprendere un percorso di educazione alimentare, plasmato nel tempo, permette ad ogni individuo predisposto, di imparare a mangiare in modo sano assumendo la capacità di distinguere tra cibi “cattivi” e quelli “buoni”, facendo scelte più consapevoli e non dettate da accattivanti slogan pubblicitari. Saper gestire la propria giornata alimentare in funzione delle abitudini alimentari e delle scelte lavorative, senza tralasciare la sfera sociale e familiare, è principio fondamentale affinché tale educazione sia duratura nel tempo. Consapevolezza, pazienza e motivazione possono permetterci di sconfiggere l’obesità ed è questo che la giornata mondiale dell’obesità vuole, ogni anno, ricordarci”.


KEYUM IN PILLOLE Il metodo Keyum® è stato inventato da Paolo Braghin, il quale ha messo a punto  con l’aiuto di una commissione medico-scientifica un software, unico in Europa, che definisce la dieta su misura mantenendo nel menù i piatti preferiti grazie ad una scomposizione bromatologica di settemila cibi e quindicimila ricette in continuo aggiornamento. Le sede centrale è a Boara Polesine, in provincia di Rovigo, ma ci sono uffici operativi anche a Bologna, a Valli di Chioggia e a Mira, nel Veneziano. La società è nata nel 2013, ad oggi vi lavorano nelle varie sedi una decina di persone. Nel corso degli anni, ha elaborato migliaia di diete per oltre diecimila persone, nel tre quarti dei casi per il mondo femminile. Tra chi segue il metodo, alcuni sportivi famosi nel territorio veneto: citiamo i triatleti Nicola Battocchio, Omar Bertazzo e Michele Aglio; i ciclisti Marcello Pavarin, Liam Bertazzo e Filippo Fortin; ma anche il rugbista Nicola Quaglio e gli atleti di Judo-Karate-Taekwondo Gabriele e Gianni Guglielmo. Dal punto di vista medico-sanitario, grazie alla revisione della piattaforma, che è stata effettuata in collaborazione con docenti dell’università Alma Mater di Bologna, il software è in grado di elaborare programmi nutrizionali anche in presenza 24 allergie ed intolleranze e 18 stati patologici, funziona ad esempio per attenuare e ridurre drasticamente i sintomi del reflusso gastrico, del gonfiore addominale, della stipsi e di alcune forme di mal di testa.

Fonte: Notiziabile - Ufficio Stampa Velvet Media 

martedì 14 agosto 2018

Usi e vantaggi degli oli essenziali: Rimedi naturali



Gli oli essenziali hanno molteplici proprietà e fin dai tempi più antichi sono stati utilizzati nel campo medico per la cura di moltissime patologie. Negli ultimi tempi, sempre più persone ricorrono a questi rimedi naturali che riescono a guarire grazie alle loro proprietà disintossicanti, antibatteriche, calmanti e antivirali e perfino antidepressive.
Uno dei campi dove gli oli essenziali trovano applicazione sono la pulizia della casa, ma anche per la cura della persona e molti trovano benefici dall'aromaterapia. 
Gli oli essenziali sono prodotti dalle diverse parti delle piante, delle foglie, dei fiori, delle radici e delle bucce; dopo l’estrazione, in seguito ad un processo di distillazione viene separato l’olio e la base acquosa, per cui si ottiene un forte aroma, che deriva dall'alta concentrazione. Gli oli essenziali rappresentano la parte curativa più importante della pianta.

Impariamo quali oli utilizzare , il loro potere e i benefici per migliorare l’aria di casa e le condizioni della nostra salute.


Vantaggi e utilizzo degli oli essenziali

Equilibri ormonali

Vi sono oli essenziali che sono in grado di regolare disfunzioni ormonali, bilanciando il livello di estrogeni, progesterone, testosterone. Infatti, vi sono oli come il geranio, il timo e la salvia sclarea che aiutano a contrastare l’infertilità, mentre il geranio e la rosa migliorano le condizioni delle donne in menopausa. L’umore e i sintomi della depressione possono essere contrastati grazie all'ausilio di oli essenziali che riescono a diminuire il livello di cortisolo e migliorare in questo modo l’umore.

Aumentare l’immunità a combattere le infezioni

Grazie alle proprietà anti-infiammatorie, antibatteriche, antivirali, antisettiche e antifungine di alcuni oli essenziali, il loro utilizzo serve a rinforzare il sistema immunitario e di conseguenza a contrastare ogni tipo di infezione. Gli oli essenziali che migliorano il sistema immunitario sono la mirra, lo zenzero, l’origano, l’eucalipto, l’incenso, la menta piperita, la cannella e il limone.

Negli studi di laboratorio, l’olio di origano, ad esempio, ha dimostrato di contenere carvacrolo e timolo, due elementi che riescono ad impedire la crescita di alcuni tipi di batteri; per questo motivo l’olio di origano ha potenti proprietà antibatteriche e antivirali ed è un ottimo alleato per il sistema immunitario.
L'olio di mandorle utilizzato in cosmetica è ricco di antiossidanti e proprietà elasticizzanti. 


Supportare la digestione

Gli oli essenziali aiutano molto la digestione, in particolare contrastano il mal di stomaco, la diarrea, spasmi e squilibri gastrointestinali.
L’olio di zenzero aiuta in particolar modo la funzione digerente, stimola lo svuotamento gastrico ed è un ottimo rimedio per ulcere e stitichezza, nausea e dolori addominali.
La menta peperita ha anch'essa proprietà che aiutano la digestione e dona un notevole sollievo dai sintomi di IBS.
Altri oli essenziali utili alla digestione sono: maggiorana, pepe nero, bacche di ginepro, finocchio.


Aumentare i livelli di energia

Alcuni oli essenziali migliorano le prestazioni atletiche e i livelli di energia, altri hanno addirittura effetti stimolanti per portare ossigeno al cervello. Si tratta di estratti di limone, citronella, eucalipto, rosmarino e pompelmo.

Migliorare la funzione cerebrale

Migliorare le prestazioni cognitive è uno degli effetti dell’olio essenziale della menta piperita e della lavanda (quest’ultima ha anche effetti calmanti. Un ricerca scientifica pubblicata su Frontiers ha dimostrato che gli oli essenziali grazie agli antiossidanti in essi contenuti inibiscono i radicali liberi e aiutano la funzionalità cerebrale e riducono l’infiammazione. Per questi motivi molte persone affette da Alzheimer e demenza senile trovano molto sollievo dai benefici degli oli essenziali.


Ridurre lo stress emotivo e l'ansia

La maggior parte delle persone si è avvicinata agli oli essenziali, proprio per combattere l’ansia e lo stress; oli essenziali come la lavanda, la camomilla romana, il bergamotto, l’arancia rossa e l’incenso contribuiscono a dare una sensazione di pace e armonia rilassante. Nel 2016 è stato condotto uno studio clinico randomizzato che ha evidenziato che l’uso di acqua di rose per quattro settimane consecutive ha diminuito notevolmente l’ansia nei pazienti che si sono sottoposti all'esperimento.

  
Alleviare i dolori

Gli oli essenziali riducono il dolore grazie all'effetto che hanno sul placebo; ben 12 studi condotti hanno scoperto che gli oli essenziali aiutano per il dolore postoperatorio, in particolare ginecologico.

Gli oli essenziali che riducono il dolore (applicati direttamente sulla parte del corpo interessata o inalati) sono il timo, l’eucalipto, la menta piperita, la lavanda, la camomilla, il rosmarino, la curcuma, la mirra e lo zenzero.

Migliorare la salute della pelle e dei capelli

Gli oli essenziali sono un modo naturale per prendersi cura di pelle e capelli; calmano la pelle irritata, proteggono dai raggi UV, curano l’acne. In particolare possono curare l’eczema, il lupus, la dermatite e le ferite. Alcuni oli contribuiscono alla crescita di capelli, infatti, alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia dell’olio di rosmarino nella cura dell’alopecia androgenetica e della calvizie in generale. Gli oli essenziali che proteggono e curano la pelle e i capelli sono il rosmarino, la salvia sclarea, la mirra, il geranio, la lavanda, la camomilla romana, l’incenso.

Ridurre la tossicità

Molti oli essenziali contribuiscono a ridurre la tossicità presente nei luoghi chiusi, a liberare la casa da sostanze chimiche e tossine pericolose; gli oli più adatti a disintossicare dalle tossine il corpo sono lo zenzero, la menta piperita, il limone, il pompelmo, il prezzemolo, mentre gli oli per pulire la casa in modo naturale sono la cannella, l’eucalipto, la citronella, la lavanda.


Alleviare il mal di testa e le emicranie

Gli antidolorifici risolvono il problema dell’emicrania tamponandola, mentre gli oli essenziali avendo la capacità di agire sullo stress e migliorare la circolazione del sangue eliminano il mal di testa agendo sulle principali cause.
Fra gli oli essenziali capaci di inibire l’emicrania troviamo la lavanda, ma anche la menta piperita, l’eucalipto, che apre le vie respiratorie, il rosmarino, che riduce l’infiammazione e ha un effetto calmante.


Promuovere il sonno ristoratore

Molti conoscono le proprietà sedative di alcuni oli essenziali, come l’olio di lavanda, il quale ha la grande capacità di rilassare il sistema nervoso centrale. Inoltre vi è la camomilla romana, il bergamotto e il votive che aiutano un sonno ristoratore.

Olio essenziale per salute, bellezza e casa Consigli

Gli usi che si possono fare degli oli essenziale sono davvero moltissimi: cura del corpo, dei capelli e igiene orale, salute e detersione della casa, infine ricette culinarie.  




Ecco gli utilizzi e i consigli pratici sull'utilizzo di alcuni oli essenziali:
  


Lavaggio del viso contro l'acne: effettuare un lavaggio viso fatto in casa mescolando l'olio dell'albero melaleuca con miele crudo e strofinare il viso con il miscuglio ottenuto. Dopo risciacquare con acqua.

Macchie sulla pelle :applicazione di olio essenziale di incenso tre volte al giorno direttamente sulla zona interessata da  macchie solari e le macchie senili.

Vesciche sulla pelle:  mescolare due gocce di olio di tea tree con due gocce di olio inodore e applicare il miscuglio sulla zona delle vesciche anche quattro o cinque volte al giorno.

Crema per il corpo:  mescolare olio di cocco, burro di Karitè, olio di magnesio e olii essenziali per idratare la lozione per il corpo.

Deodorante per l’alito:  Una goccia di olio essenziale di menta peperita è sufficiente a rinfrescare l’alito.

Cura dei lividi: cinque gocce di olio di lavanda e cinque di incenso in acqua calda; applicare come impacco caldo su lividi e ferite.

Punture di insetti: applicare qualche goccia di lavanda sulla zona interessata.

Bruciature: mescolare olio essenziale di lavanda con aloe vera per trattare ustioni di qualsiasi tipo.

Cellulite: Cinque gocce di olio essenziale di semi di pompelmo con 2 cucchiaini di olio  di cocco  e massaggiare su aree interessate dalla cellulite

Forfora:mescolare cinque gocce di olio essenziale di rosmarino e lavanda con tre cucchiai di un olio vettore inodore come l'olio di jojoba e successivamente massaggiare sul cuoio capelluto e lasciare agire per 10 minuti.

Deodorante:  Mescolare olio di cocco, cera d'api e altri oli essenziali preferiti, come  olio di chiodi di garofano  per gli uomini e la lavanda e l'olio dell'albero del tè per le donne.

Disintossicazione:  mescolare olio di lavanda, sali di Epsom  e sale marino in un bagno caldo per purificare e ringiovanire il corpo.

Piedi secchi e screpolati:  mescolare tre gocce di olio di lavanda a due cucchiai di olio di cocco.
Applicare il composto sui piedi durante la notte e indossare i calzini.

Crema per eczema e psoriasi:  mescolare olio essenziale di lavanda con burro di Karitè.

Scrub per il viso:  mescolare un quarto di yogurt, una quarto di farina di mais e cinque gocce di olio  di lavanda, pompelmo e patchouli. Applicare il miscuglio ottenuto, lasciare agire per qualche minuto e risciacquare io viso.

Pediluvio:  alcune gocce di olio  di limone o di eucalipto in un contenitore di acqua calda e immergere i piedi per almeno dieci minuti.

Balsamo per capelli: 15 gocce di olio di palissandro con cinque gocce di olio essenziale di sandalo e lavanda in olio non profumato. Inserire la miscela in un sacchetto di plastica immergerlo in acqua tiepida per riscaldare.
Applicare sui capelli e avvolgere con un telo per 20 minuti.

Prurito al cuoio capelluto: aggiungere allo shampoo alcune gocce di lavanda, legno di cedro o olio essenziale di basilico.

Rinforzo unghie: 10 gocce di olio essenziale di incenso, limone e mirra in due cucchiaio di olio di vitamina E e strofinare il miscuglio ottenuto sulle unghie fino a completo assorbimento.

Capelli grassi: mescolare 10 gocce di oli essenziali di ylang ylang, lime e rosmarino con due gocce di un olio vettore inodore. Massaggiare il cuoio capelluto con il composto fino a  2-3 volte a settimana.

Profumo:  Due gocce di olio essenziale di gelsomino sui polsi come fragranza naturale. Si può alternare con la lavanda e la vaniglia; gli oli di cipresso e chiodi di garofano si adattano meglio come profumo maschile.  

Sauna terapia:  Bastano due gocce di olio essenziale preferito in due tazze d’acqua in una sauna.

Shampoo:  mescolare olio di lavanda, olio di rosmarino, gel di aloe vera e latte di cocco. Lo shampoo naturale può essere utilizzato fino a 4 settimane.  

Crema solare:  mescolare olio di cocco, ossido di zinco, burro di Karitè, olio di elicriso e olio essenziale di lavanda, poi conservare il tutto in una bottiglia per ottenere una crema solare naturale senza elementi chimici.

Sbiancante per denti:  unire l'olio essenziale di limone, l'olio di cocco e le fragole fresche, infine strofinare sui denti e risciacquare dopo qualche minuto.

Dentifricio:  sale marino, bicarbonato di sodio, olio di cocco e xilitolo con olio essenziale di menta piperita per fare un dentifricio  naturale e rimineralizzante, utilizzarlo come un normale dentifricio.

Riduttore antirughe:  bastano 3-5 gocce di oli essenziali di sandalo, geranio, lavanda e incenso con una lozione inodore da applicare sul viso, evitando il contorno occhi per ridurre le rughe in modo naturale.


Salute

Sfregamento muscolare:  mescolare gli oli di eucalipto, d'inverno e di cipresso con una lozione inodore o olio di cocco e applicare massaggiando sui muscoli.

anallergico:  strofinare gli oli essenziali di lavanda sulle mani e inalare  per alleviare prurito agli occhi e alla gola.

Ansia:  olio essenziale di lavanda mescolato ad acqua tiepida in un diffusore da spruzzare in casa per ridurre la sensazione di stress e tensione.

Sollievo da artrite:  mescolare due gocce di olio di wintergreen, cipresso e citronella in una lozione inodore e massaggiare nelle aree colpite.

Rimedio per l'asma:  unendo combinando eucalipto, menta piperita e olio di cocco strofinare su petto e  collo.

dolore alla schiena e al collo:  unire gli oli di menta piperita, cipresso e zenzero con pepe di cayenna e olio di cocco poi massaggiare il muscolo interessato.

ossa rotte: applicare gli oli essenziali di elicriso, abete e cipresso sulle ossa.

Miglioratore della circolazione:  Aggiungere 8-10 gocce di olio essenziale di pompelmo nell'acqua del bagno.


Concentrazione mentale:  Inalare alcune gocce di bergamotto, menta piperita o semi di pompelmo oli essenziali per aumentare la concentrazione durante il giorno.

tosse: l'olio essenziale di eucalipto ha la capacità di contrastare la tosse e calmare le vie respiratorie.
Aggiungere alcune gocce nell'acqua bollente o nel diffusore, poi inspirare profondamente.

depressione:  aggiungere l'olio essenziale di rosa nel bagno o nei diffusori per migliorare l'umore.

digestione:  gli oli essenziali di zenzero, menta piperita e finocchio per favorire la digestione e la guarigione dell'intestino.

febbre:  aggiungere 1-3 gocce di oli essenziali di eucalipto, menta piperita e lavanda su un fazzoletto e tamponare il corpo.

Emicrania e mal di testa: alcune gocce di lavanda e olio di menta piperita da applicare nelle tempie massaggiando delicatamente.

Nausea: Inalare olio essenziale di menta piperita, zenzero oppure lavanda per eliminare la nausea

Insonnia: l’olio di lavanda da versare sul cuscino o su un fazzoletto da riporre accanto al guanciale.

Meditazione: Olio essenziale di incenso in un diffusore per ambienti per favorire la meditazione e la preghiera

Tensione: versare alcune gocce di olio di lavanda sulle mani e inalare in modo profondo per distendere i nervi.

Perdita di peso:  unire olio di  pompelmo, zenzero e cannella  e assumere tre volte al giorno tre volte al giorno per aiutare il metabolismo a funzionare meglio.


Casa

Filtrare l’ aria:  diffondere l'olio essenziale di cannella nell'aria aiuta a combattere le tossicità grazie alle sue proprietà  antimicrobiche.

Disintossicante dell'aria dopo la verniciatura:  aggiungere olio essenziale di menta e di eucalipto in un litro di vernice per scacciare i fumi.

Detergente multiuso:  aggiungere tre gocce di olio essenziale di limone  e olio di melaleuca ad acqua calda, quindi spruzzare i controsoffitti per disinfettare in modo naturale.

Detergente per pentole bruciate:  alcune gocce di olio di limone e acqua bollente bastano per rimuovere il cibo bruciato dalle pentole e dalle padelle.

Detergente per tappeti:  mescolare 20 gocce di olio di tea tree con borace per la polvere di tappeti fatti in casa.

Fragranza della casa:
gli oli essenziali di chiodi di garofano, rosmarino e arancio nei diffusori doneranno un odore intenso e piacevole a tutta la casa.

Armadietto dei medicinali:  Creare un armadietto degli oli essenziali; quelli che non possono mancare sono:  oli essenziali di lavanda, limone, menta piperita, tea tree, origano e incenso.


Repellente contro le zanzare:  unirequalchea goccia di olio di citronella, olio di eucalipto con un cucchiaino di olio di cocco per fare uno spray naturale da applicare sulla pelle.


Eliminare odore di scarpe:  per rimuovere l'odore dalle scarpe, aggiungere alcune gocce di olio di tea tree e olio di limone all’interno delle scarpe per rinfrescarle.

Eliminatore di fumo:  per rimuovere il fumo di sigaretta, versare quattro gocce di rosmarino, albero del tè e olio di eucalipto in un flacone spray e spruzzare in casa.


Ricette

Torta di lavanda:  mescolare in un contenitore la farina di cocco, il miele crudo, le uova biologiche e l'olio essenziale di lavanda e infornare a 350 gradi.

Acqua al limone:   2-3 gocce di olio essenziale di limone in acqua per un delizioso drink.

La scelta degli oli essenziali dipende da che uso ne vogliamo fare; ciò dipende dallo stato di salute e da diverse esigenze di carattere ambientale e alimentare. Gli oli essenziali hanno molteplici funzioni: alleviano il dolore, calmano, curano l’ansia e lo stress, ma sono anche fonte di energia e concentrazione.

Gli oli essenziali che non dovrebbero mai mancare in casa sono:  

Lavanda  : per le ustioni, i tagli, le eruzioni cutanee, le punture, riduce l'ansia e promuove il sonno ristoratore.

Menta piperita: migliora il dolore articolare e muscolare, allevia i problemi digestivi, riduce la febbre, migliora l'asma e la bronchite, allevia il mal di testa.

Incenso : riduce l'infiammazione, guarisce lividi, riduce le cicatrici, aumenta l'immunità e promuove il benessere emotivo.

Tea tree  : antibatterico e antimicotico, é usato per prevenire e ridurre le infezioni e purifica l'aria da agenti patogeni e allergeni.

Come fare a scegliere gli oli essenziali giusti?

Vi sono diversi formati di oli essenziali e diverse sono le case che li producono; tuttavia bisogna assicurarsi che siano puri al 100% e certificati biologici, di origine indigena e di grado terapeutico. Di solito tali informazioni possono essere fornite direttamente dal venditore e indicate nell’etichetta.





giovedì 2 agosto 2018

Trombosi occhio: cause e cure

Gli occhi sono importanti in quanto rappresentano una funzione fondamentale per la stessa vita di ciascun individuo; E' necessario, dunque, monitorare ogni piccolo sintomo, perché potrebbe essere un campanello d'allarme per altre patologie.
L'occlusione vascolare o trombosi all'occhio può essere di tipo venoso o arterioso ed è determinata dalla formazione di coaguli e da un'interruzione del flusso sanguigno nella retina. Questo improvviso blocco è chiamato anche "trombosi retinica". Le conseguenze possono essere diverse e anche gravi fino alla cecità.

Quali sono i sintomi della trombosi occhio?

  • riduzione improvvisa della vista, senza presenza di dolore;
  • comparsa di corpi mobili, il paziente vede macchie o palline con l'occhio
In generale la trombosi retinica colpisce un solo occhio, in rari casi anche l'altro e le cause vanno ricercate in alterazione dei vasi (deformazione, perdita di elasticità, interruzione flusso sanguigno) che potrebbero essere collegate a ipertensione, formazioni di trombi e arteriosclerosi.



Trombosi occhio: La diagnosi


La prima cosa utile da fare è l'esame del fondo oculare (come anche OCT), il quale può evidenziare congestione venosa, papilla iperemica e anche noduli cotonosi. La Fluorangiografia, invece è un esame che permette di studiare la circolazione della retina e mette in evidenza aree ischemiche e lesioni provocate dall'assenza di ossigeno. La Fluorangiografia viene effettuata con mezzo di contrasto, un liquido colorante che viene iniettato direttamente in vena e che permette di visualizzare anomalie della retina. Bisognerà avere un quadro clinico completo dello stato di salute del paziente per valutare il tipo di terapia da applicare. Per questi motivi sarà necessario anche effettuare un esame cardiovascolare completo. 

Trombosi retinica: terapie

Per curare la trombosi all'occhio non vi sono terapie precise, in generale l'occlusione vascolare dipende da anomalie di coaugulazione del sangue, per cui ci si dovrà rivolgere anche ad un ematologo ed effettuare esami specifici che individuino esattamente la patologia da trattare. Le possibili terapie possono prevedere un trattamento laser, antiaggreganti per fluidificare il sangue (cardioaspirina), ma anche somministrazione di cortisone e di antiangiogenici. La prognosi come la cura e le terapie saranno valutate da paziente a paziente sulla base dei risultati dei diversi esami effettuati.

Possibili cause 

Le cause sono sicuramente da ricercarsi nell'interruzione del flusso di sangue nella retina e di conseguenza mancata ossigenazione della stessa. L'occlusione venosa o vascolare generalmente colpisce persone oltre i 50 anni, che soffrono di cardiopatie, disfunzione renale, ipertensione arteriosa, diabete, colesterolo alto, glaucoma cronico e viscosità ematica elevata, quest'ultima si manifesta quando aumenta il numero delle cellule nel sangue. Un aumento della viscosità del sangue provoca una riduzione del flusso alle estremità e agli organi interni. Queste sono le patologie e i fattori di rischio. 


Il fattore psicologico

Vi sono molte teorie, secondo le quali vi è una connessione fra patologie e  fattori psicologici. Questi ultimi influenzerebbero lo stato di salute attraverso il sistema nervoso. Alcuni appassionati di tecniche di benessere affermano che la malattia è un campanello d'allarme, che ci avverte di qualcosa che non funziona nella nostra vita e nel nostro animo. 



domenica 8 luglio 2018

Chiacchierare fa bene alla salute

Chiacchieroni di tutto il mondo godete di ottima salute!

Impegnarsi in discorsi complessi aumenta il benessere, lo afferma uno studio condotto nel 2010 su 79 studenti all'Università dell'Arizona. La ricerca ha evidenziato anche che la conversazione interessante e appassionante rende felice, mentre quella banale porta all'infelicità.

Un nuovo studio ha confermato che la qualità della conversazione è fondamentale; questa volta sono stati messi sotto osservazione un gruppo di 486 persone molto eterogenee fra loro (studenti, divorziati, malati ecc.). In particolare si è notato che le chiacchiere banali influiscono molto poco sul benessere generale. 
Si è cercato anche di dare una definizione di "discorso importante"  dove c'è uno scambio reale e significativo di informazioni, su qualsiasi argomento, ad un livello più profondo"

Sia introversi che estroversi trovano benefici da una conversazione profonda e interessante.
I ricercatori, pensano, purtuttavia, che anche le conversazioni poco approfondite siano necessarie, in quanto sono una componente importante della vita sociale

Alla luce di queste scoperte, cosa dire delle riunioni condominiali? Se servono per alimentare e rafforzare buoni rapporti, ben vengano; se invece, come succede nella maggior parte dei casi, sono un pretesto per attacchi e banali liti, meglio starsene a casa. 

La vita sociale è vitale, perché l'uomo è un animale sociale e ha bisogno di interagire con gli altri e di interagire in modo positivo. Una relazione ha come scopo uno scambio di idee, ma anche di concetti e informazioni. Il ragionamento e la parola è ciò che distingue l'uomo dalla bestia, anche se a volte vi sono esseri umani che non sono capaci né di parlare, né di ragionare. 

Va bene, dunque, inserire una sana conversazione dal dottore o per strada anche con lo sconosciuto, se quest'ultima è stata uno scambio ricco di informazioni e considerazioni valide e utili per la nostra vita e per proseguire in modo sereno e più soddisfatto il resto della giornata. 

In un'epoca dove tutti vogliono avere l'ultima parola e parlare a tutti i costi, offuscando gli altri, bisogna recuperare il senso vero della relazione con l'altro e del "parlare". 
"Chiacchierare" e "parlare" hanno due accezioni completamente diverse e partono anche da presupposti differenti. Molto spesso la chiacchiera viene etichettata come pettegolezzo, a volte si chiacchiera in modo vuoto senza arrivare ad una vera conclusione, si può parlare senza dire nulla; in questo caso si chiama "chiacchierare" . 

Si chiacchiera se le parole vengono usate in modo offensivo, in modo da provocare litigi o per parlare del tempo, di qualche abitudine o per raccontare episodi e così via. La parola chiacchiera non è necessariamente negativa, ma può essere anche piacevole, una sorta di pillola, di piccola dose di comunicazione con gli altri. 

L'espressione "Dobbiamo parlare", può suonare come una minaccia, ma nella maggior parte dei casi indica uno scambio molto intenso di propositi, idee e argomentazioni profonde; i presupposti non esulano dalla sincerità e dalla lealtà, da uno spirito costruttivo e positivo, per poter giungere ad un esito favorevole, ad un punto d'arrivo comune. Una conversazione autentica è quella in cui due o più persone interagiscono senza orpelli o cattive intenzioni, senza giri di parole o giochetti, mettendo in modo un meccanismo che coinvolge il cervello ma anche sentimenti. In caso contrario si chiacchiera. 



lunedì 2 luglio 2018

eHealth: nell’ambito della sanità digitale TopNetwork con “Assioma”

Nell’ambito dei progetti per l’Industria 4.0, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” TopNetwork è capofila del progetto “Assioma”. Il progetto intende realizzare una piattaforma software, basata su tecnologie mobili (es. Tablet, Smartphone) per fornire servizi innovativi a supporto dell’assistenza medica per i bambini in ricovero ospedaliero.
Non vi è dubbio che siamo a un punto di svolta per quanto concerne l’implementazione delle più innovative tecnologie all’interno dell’ambito applicativo definito eHealth. Il tema della sanità digitale è al centro di numerose azioni finalizzate alla diffusione dell’eHealth quale strumento per il miglioramento della qualità e della produttività delle organizzazioni sanitarie, rendendo l’assistenza sanitaria migliore, più accessibile, veloce ed economica. 
TopNetwork si va a inserire in un contesto dove la sanità digitale non è più solamente un miraggio, ma non è nemmeno una realtà concreta in tutte le possibili applicazioni, facendosi capofila del progetto “Assioma”, acronimo di ASSIstenza per bambini Ospedalizzati basata su Mobile Application, in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma.

L’idea è di realizzare una piattaforma con delle funzioni mirate a fornire un’assistenza sanitaria di semplice approccio per i bambini che dovranno svolgere accertamenti diagnostici e terapeutici sia in ospedale che presso la propria abitazione. La piattaforma ha l’obiettivo di accorciare le distanze tra medico e bambino/paziente; facilitare la comprensione delle sintomatologie dei bambini; aumentare la partecipazione attiva dei pazienti e delle loro famiglie con il personale medico; diminuire l’ansia anticipatoria relativa a procedure mediche; facilitare l’applicazione di terapie ai bambini.

fonte: TopNetwork S.p.A.
Notiziabile

giovedì 21 giugno 2018

Congresso EHA 2018, LMA il quizartinib aumenta la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia

Congresso EHA 2018: il quizartinib aumenta la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia nei pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD
Congresso EHA 2018: il quizartinib aumenta la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia nei pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD Roma, 19 giugno 2018 – Daiichi Sankyo ha presentato in Svezia, al 23esimo Congresso dell’European Hematology Association (EHA), i risultati positivi dello studio pilota di fase III QuANTUM-R, che saranno alla base delle prossime sottomissioni alle autorità regolatorie di tutto il mondo. Con una riduzione del 24% del rischio di morte, il trattamento innovativo con quizartinib in monoterapia prolunga significativamente la sopravvivenza complessiva (6,2 mesi) rispetto alla chemioterapia di salvataggio (4,7 mesi) nei pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, dopo il trattamento di prima linea. La probabilità di sopravvivenza a 1 anno è stata stimata al 27 % per i pazienti trattati con quizartinib rispetto al 20% per pazienti trattati con chemioterapia di salvataggio. La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD è una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo che causa la crescita e l’accumulo incontrollati di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue. Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle più comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.
La mutazione FLT3-ITD è la più comune mutazione dell’ FLT3 e colpisce all’incirca 1 paziente su 4 con LMA.3,4,5,6 I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell’incidenza di recidiva con un rischio di morte circa due volte maggiore dopo la segnalazione della recidiva stessa, nonché una maggiore probabilità di recidiva dopo trapianto di cellule staminali, rispetto ai pazienti senza questa mutazione.7,8 La sopravvivenza a cinque anni della LMA, tra il 2005 e il 2011, era all’incirca del 26%, la più bassa di tutte le leucemie.¹ “La leucemia mieloide acuta recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD rappresenta un bisogno altamente insoddisfatto, dal momento che i pazienti affetti da questa forma aggressiva della malattia hanno complessivamente una prognosi negativa, come evidenziato dai bassi tassi di risposta alle terapie attualmente disponibili, dall’alto rischio di recidive e dalla sopravvivenza complessiva più breve rispetto a coloro che soffrono della LMA senza mutazione – ha spiegato il dottor Jorge E. Cortes, Vice Presidente del Dipartimento di Leucemia nella Divisione di Medicina Oncologica dell’Università del Texas – “Per questa specifica forma di leucemia, questi risultati rappresentano i primi dati clinici riportati che dimostrano che un agente in monoterapia può migliorare significativamente la sopravvivenza complessiva, suggerendo che il quizartinib possa potenzialmente aiutare i pazienti affetti da LMA a vivere più a lungo. Inoltre, nello studio, una percentuale maggiore di pazienti del braccio quizartinib hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali rispetto al braccio chemioterapia.” 
I risultati di QuANTUM-R mostrano che nei pazienti affetti da LMA recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD che hanno ricevuto il trattamento con il quizartinib in monoterapia è stata osservata una riduzione del rischio di morte del 24% rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia di salvataggio (hazard ratio [HR] = 0,76- P=0,0177 – 95% CI 0,58-0,98). La sopravvivenza complessiva media è stata di 6,2 mesi (95% CI a due code 5,3-7,2) per il braccio quizartinib e 4,7 mesi (95% CI a due code 4,0-5,5) per il braccio chemioterapia di salvataggio. La probabilità di sopravvivenza stimata a 1 anno è stata del 27 % per i pazienti trattati con quizartinib e del 20% per pazienti trattati con chemioterapia di salvataggio. “I risultati di questo studio sono coerenti con quelli precedenti di fase II e dimostrano la validità della strategia di colpire la mutazione FLT3-ITD. Siamo incoraggiati da questi dati che saranno alla base delle sottomissioni presso le autorità regolatorie in tutto il mondo. 
Se approvato, il quizartinib ha il potenziale di ridefinire il trattamento dei pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. – ha commentato Antoine Yver, Vicepresidente esecutivo e Direttore globale del Dipartimento di ricerca e sviluppo oncologici di Daiichi Sankyo. “I dati raccolti, inoltre, approfondiscono la nostra conoscenza di questo tipo di LMA difficile da trattare, mentre continuiamo ad esplorare il potenziale ruolo del quizartinib in combinazione con la chemioterapia e altri meccanismi, al fine di sviluppare ulteriormente il trattamento anche nelle nuove diagnosi.”. Il profilo di sicurezza osservato nello studio QuANTUM-R appare coerente con quello osservato a dosi simili nel programma di sviluppo clinico del quizartinib. La durata media del trattamento con quizartinib è stata di 4 cicli di 28 giorni (97 giorni; range: 1-1,182 giorni) versus 1 ciclo (range: 1-2) nel braccio con chemioterapia di salvataggio. L’intensità mediana della dose relativa per quizartinib era dell’89%. L’incidenza degli eventi avversi emergenti dal trattamento sono comparabili tra i pazienti che hanno ricevuto il quizartinib in monoterapia (n=241) e quelli trattati con la chemio di salvataggio (n=94). Gli eventi avversi più comuni (>30%, di qualunque grado) in pazienti riceventi quizartinib versus chemioterapia, includevano, rispettivamente: nausea (48 vs 42%), trombocitopenia (39 vs 34%), stanchezza (39 vs 29%), dolore muscoloscheletrico (38 vs 29%), iperpiressia (38 vs 45%), anemia (37 vs 32%), neutropenia (34 vs 26 percent), neutropenia febbrile (34 vs 28%), vomito (33 vs 21%) e ipocalcemia (32 vs 28%). Gli eventi avversi più comuni di grado ≥3 (>10% dei pazienti) sono stati: trombocitopenia (35 vs 34%), anemia (30 vs 29%), neutropenia (32 vs 25%), neutropenia febbrile (31 vs 21%), leucopenia (17 vs 16%), sepsi/shock settico (16 vs 18%), ipocalcemia (12 vs 9%) e polmonite (12 vs 9%). 
L’intervallo QTcF >500 msec è stato osservato in 8 pazienti (3,3%) e 2 dei 241 pazienti hanno interrotto il trattamento con quizartinib a causa del prolungamento dell’intervallo QTcF. Nel braccio con quizartinib non sono stati registrati eventi di grado 4 di prolungamento dell’intervallo QTcF (torsade de pointe, morte improvvisa o arresto cardiaco). Informazioni sul trial QuANTUM-RQuANTUM-R è uno studio pilota, globale, di fase III, randomizzato, in aperto, che in 19 Paesi ha arruolato 367 pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. I soggetti sono stati randomizzati in rapporto di 2:1 per ricevere quizartinib in monoterapia (60 mg, con 30 mg di lead-in) oppure chemioterapia di salvataggio. L’endpoint primario dello studio era quello di determinare se quizartinib in monoterapia potesse prolungare la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia di salvataggio, dopo la somministrazione della terapia di prima linea. 
L’endpoint secondario era la sopravvivenza libera da eventi. Informazioni su quizartinibIl Quizartinib è il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E’ un inibitore selettivo orale dell’ FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione a livello globale per la LMA recidivante/refrattaria (studio QuANTUM-R) e di nuova diagnosi (studio QuANTUM-First) con mutazioni FLT3-ITD, e in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.Il quizartinib ha ottenuto, dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, la designazione di “Fast Track” (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria, e la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) per il trattamento della LMA. Il quizartinib è una molecola in fase di sperimentazione non approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate. Daiichi Sankyo Cancer EnterpriseLa vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. 
L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei SUOI tre pilastri: il Franchise Anticorpo Farmaco Coniugato, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un coniugato anticorpo-farmaco (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti.
fonte: Mario Mauri - Notiziabile