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sabato 26 dicembre 2020

San'Andrea centro riferimento Infezioni ossa e articolazioni


 

Diagnosi e cure all'Ospedale di Vercelli, eccellenza per ossa e articolazioni

Un percorso completo, che unisce diagnostica, chirurgia e terapia, e che comprende tutti i passaggi fondamentali per la cura della malattia, dalla presa in carico del paziente ai controlli e follow up post-dimissione. L’ospedale Sant’Andrea di Vercelli, insieme al Cto di Torino, è diventato un centro di riferimento regionale per le infezioni alle ossa e articolazioni: ottenuto grazie alla stretta collaborazione di tre importanti realtà dell’Asl di Vercelli, le strutture di Malattie Infettive, Ortopedia e Laboratorio Analisi e Microbiologia, e di un’organizzazione interna al presidio che garantisce tutta la filiera nel trattamento delle infezioni osteo-articolari.

 A ottobre il gruppo di coordinamento ha recepito il 'Percorso diagnostico terapeutico assistenziale' che definisce la procedura per accogliere al Sant’Andrea i pazienti colpiti da queste patologie, che in questi anni sono progressivamente aumentati. E questo ha consentito a Vercelli di diventare un centro di riferimento in Piemonte e non solo, in cui un paziente può essere ricoverato in un reparto con letti dedicati, e seguito con una terapia chirurgica e medica da uno staff infermieristico specializzato. Il gruppo di lavoro vede al suo interno l’equipe di Malattie Infettive, diretta da Silvio Borrè, l’equipe dell’Ortopedia, diretta da Domenico Costantino Aloj, e quella del Laboratorio Analisi e Microbiologia, diretta da Fulvia Milano. Circa il 30% dei pazienti trattati nel centro presenta un’infezione alla protesi, una delle conseguenze che possono insorgere dopo l’impianto, evento sempre più frequente a causa del progressivo invecchiamento della popolazione: nel 2018 in Piemonte sono stati eseguiti circa 10.000 impianti. Nella casistica rientrano anche infezioni ematogene come le spondilodisciti, infezioni su fratture, infezioni dovute a deficit vascolari come nel piede diabetico. Il centro di riferimento regionale del Sant’Andrea accoglie anche numerosi pazienti da altri ospedali piemontesi e da fuori regione oltre che dal nostro territorio. Il percorso prevede una prima visita, il cuore del processo diagnostico, il ricovero in ambito medico e il successivo, spesso inevitabile, ricorso all’intervento chirurgico.

 Il prelievo e la coltura di liquido sinoviale o altri tessuti permettono di effettuare un’accurata indagine e di intercettare l’agente infettante. “Il valore aggiunto del centro - spiegano Borrè, Aloj e Milano - sta nel poter effettuare, nello stesso ambulatorio, entrambe le valutazioni ortopediche e infettivologiche, e di procedere al prelievo del materiale da inviare al laboratorio di Microbiologia: tutto avviene all’interno dell’ospedale che si è dotato delle strumentazioni necessarie al trattamento dei biomateriali per l’identificazione dei patogeni. Diversi centri ortopedici inviano al nostro laboratorio i materiali espiantati avendo riconosciuto la validità delle metodiche impiegate nella diagnosi". Tutta la filiera, dalla diagnosi alla cura e ricostruzione, è inserita in un unico ambiente: un punto di forza che certifica l’Asl di Vercelli come punto di riferimento a livello regionale per questo tipo di patologia.

Fonte: ANSA

lunedì 30 novembre 2020

Vaccino Moderna efficace al 94,1%,al 100% in casi severi

 


Richiesta alla Fda per l'autorizzazione all'uso di emergenza

Il candidato vaccino dell'azienda Usa Moderna ha dimostrato un'efficacia pari al 94,1% contro Covid-19, ed ha inoltre dimostrato un'efficacia pari al 100% nei casi severi. Lo rende noto l'azienda, annunciando i risultati dei test di fase 3 su 196 casi. Oggi Moderna farà richiesta all'autorità statunitense per i farmaci Fda dell'autorizzazione per l'uso di emergenza, e all'Agenzia europea per i medicinali Ema di un'autorizzazione condizionata. 

Il comitato vaccini dell'Autorità statunitense per i farmaci Fda dovrebbe riunirsi il 17 dicembre per analizzare i dati di efficacia e sicurezza del candidato vaccino anti-Covid mRNA-1273 dell'azienda Moderna. Lo rende noto la stessa azienda, precisando che la distribuzione del vaccino negli Usa avverrà subito dopo che sarà assicurata una Autorizzazione all'uso di emergenza.

Entro il 2020, l'azienda Moderna prevede di avere la disponibilità di circa 20 milioni di dosi negli Stati Uniti, inoltre prevede la produzione di 500 milioni-1 miliardo di dosi globalmente nel 2021. Moderna anche annunciato ulteriori progressi mirati ad assicurare che la distribuzione, conservazione e manipolazione del vaccino possano essere effettuati utilizzando infrastrutture esistenti.

LO STUDIO - I risultati sono relativi allo studio di fase 3 COVE per il candidato vaccino RNA-1273 che ha coinvolto in totale in Usa 30mila partecipanti, inclusi 196 casi di Covid-19 dei quali 30 erano casi severi. Il candidato vaccino si è dimostrato generalmente ben tollerato, senza alcuna seria preoccupazione identificata ad oggi in relazione alla sua sicurezza. 

L'analisi presentata oggi da Moderna è basata su 196 casi di Covid: di questi, 185 casi sono stati osservati nel gruppo di volontari trattati con placebo, contro 11 casi osservati nel gruppo di volontari vaccinati con mRNA-1273. Questo ha determinato una stima dell'efficacia del vaccino pari al 94,1%. Si sono inoltre analizzati casi severi di Covid-19 e si sono considerati 30 di questi casi nell'analisi: tutti e 30 i casi severi si sono verificati nel gruppo trattato con placebo e nessuno nel gruppo vaccinato. C'è stato inoltre un decesso correlato a Covid-19 nello studio ad oggi, che è avvenuto nel gruppo dei volontari trattati con placebo. L'efficacia del vaccino è giudicata costante per età, razza, gruppi etnici e genere. I 196 casi di Covid-19 includevano 33 adulti anziani (over 65). Lo studio COVE ha superato i due mesi di follow-up post vaccinazione come richiesto dalla Fda per l'Autorizzazione all'uso di emergenza (Eua). Moderna rende noto che ha in programma per oggi la domanda di Eua alla Fda, per richiedere quindi all'Agenzia europea dei farmaci Ema una autorizzazione al commercio condizionata e per continuare con le analisi di 'rolling reviews' già avviate con le agenzie regolatorie internazionali.

Nel frattempo è necessario arginare la corsa del Covid, e investire in forme di prevenzione e contenimento della pandemia in atto.

Fonte (ANSA)

 

sabato 28 novembre 2020

Natale: sindacati medici, non allentare le restrizioni

 


Epidemia rallenta ma ospedali sono sovraccarichi: l'allarme dei medici

I dati mostrano segnali di rallentamento della crescita dell'epidemia da SarsCov2, tuttavia le condizioni di sovraccarico del sistema ospedaliero, con occupazione delle Terapie Intensive e aree COVID particolarmente elevata, impongono di non allentare le misure restrittive.

Ricordiamo che nell'ultima settimana si sono contati oltre 200mila nuovi casi e 4.980 decessi mentre i ricoveri con sintomi sono attualmente più di 34mila". È l'appello dell'Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria sulle riaperture in prossimità delle festività natalizie.

Il personale sanitario, "impegnato quotidianamente - 7 giorni su 7, di giorno e di notte - nella lotta contro la pandemia da Sars-CoV-2, si trova ad affrontare criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la seconda ondata interessa tutta la penisola. Ogni allentamento delle restrizioni - affermano unitariamente i sindacati medici - potrebbe, quindi, mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da COVID-19 quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere per la seconda volta sacrificata acausa di una generale sottovalutazione del rischio della ripresa pandemica, sulla quale i medici e i dirigenti sanitari avevano lanciato tutti gli allarmi possibili già durante l'estate. Per la seconda volta gli operatori della sanità pubblica sono costretti a ulteriori sacrifici anche a rischio della salute personale, oltre che ad affrontare una situazione di costante super lavoro". 

Pur essendo "chiaro che le decisioni non competono ai professionisti ma alla Politica, l’Intersindacale sottolinea che è, invece, preciso compito di chi lavora in prima linea fotografare la situazione. Soprattutto per favorire scelte informate, essendo ormai acclarato scientificamente che i tempi di insorgenza delle manifestazioni cliniche successive al contagio impattano con numeri enormi per circa un mese dalla comparsa dei focolai sul sistema ospedaliero, sin dalla sua interfaccia territoriale 118, passando per la porta di ingresso dei Pronto Soccorso, per arrivare ai reparti Covid e fino all’ultima frontiera delle Rianimazioni".

Chiediamo al Parlamento, al Governo e alle Regioni di ascoltare le decine e decine di migliaia di colleghi - concludono le sigle dell’Intersindacale - che da mesi lavorano senza tregua nell’emergenza territoriale e negli ospedali, amareggiati per il dibattito in corso su riaperture che, sotto le pur comprensibili esigenze dell’economia, celano sottovalutazioni del rischio di una ripresa della pandemia che potrebbe sommarsi nei prossimi mesi alla diffusione stagionale dell’influenza. La Politica non allenti ancora una volta la guardia.

Fonte: (ANSA)

 

 

 

martedì 24 novembre 2020

Speranza sospende attività allevamenti di visoni: Ong animalista risponde misura inutile in questo periodo


 

Su tutto il territorio nazionale

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che dispone la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni su tutto il territorio italiano fino alla fine del mese di febbraio 2021 quando verrà effettuata una nuova valutazione sullo stato epidemiologico. Lo rende noto il ministero.  

La misura aggiunge l'infezione da SARS CoV-2 nei visoni d'allevamento all'elenco delle malattie infettive e diffusive degli aninali soggette a provvedimenti sanitari secondo il "Regolamento di polizia veterinaria /D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320)". Il ministero sottolinea inoltre che pure essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio superiore di Sanità.

Secondo l'ordinanza, in caso di sospetto di infezione, le autorità competenti dispongono il sequestro dell'allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l'avvio di una indagine epidemiologica. In caso di conferma della malattia, i visoni dell'allevamento sono sottoposti ad abbattimento. 

Sospensione allevamento visoni in Italia, misura inutile in questo periodo

A stretto giro arriva un comunicato della Ong animalista Lav - Lega anti vivisezione che dichiara l'inutilità della misura adottata. L'unico provvedimento utile è il definitivo divieto d'allevamento di visoni, come deciso in decine di paesi europei già da diversi anni come - ad esempio - Regno Unito, Austria e Germania o come Danimarca e Olanda, nei quali sono avvenuti contagi fra visoni e esseri umani. la Ong afferma che i tre mesi prossimi, fino a febbraio, sono quelli durante i quali il normale ciclo di produzione dei visoni è di fatto fermo. In pratica è come se si fosse vietata la vendita degli ombrelloni da spiaggia nei mesi invernali. 

Si ricorda che l'allarme era già scattato nei mesi del primo lockdown a marzo dai Paesi Bassi. La Danimarca, il paese con più numero di allevamenti di visoni, ha già abbattuto 17 milioni di esemplari. Il nuovo coronavirus proveniente dai visoni potrebbe rendere inefficace i vaccini che si stanno perfezionando in questi mesi per il Covid-19, come spiega - Giovanna Angelino - in un articolo apparso su Corriere di San Nicola Nuovo coronavirus da allevamento visoni

 

fonte:(ANSA).

  

 

 

 

 

sabato 21 novembre 2020

Iss, Rt scende a 1,18. Locatelli: 'Non fare gli errori dell'estate'

 


Secondo il monitoraggio in alcune regioni Rt è inferiore a 1. Tre regioni in bilico, sono Friuli Venezia Giulia, Veneto e Molise. La Basilicata ha l'indice di contagio più alto, Sardegna e Lazio il più basso

L'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18. Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane; da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Nel monitoraggio della scorsa settimana si rilevava un indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici pari a 1,43. Si riscontravano inoltre valori medi di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA. Al 17 novembre, 18 Regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Se si mantenesse l'attuale trasmissibilità, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro un mese. L'aumento continuo delle persone con Covid-19 ricoverate negli ospedali implica un'inevitabile erosione delle risorse per l'assistenza ai pazienti con altre malattie. Lo rileva la bozza del monitoraggio Iss-ministero.

Questa settimana si osserva un ulteriore incremento dei casi che porta l'incidenza negli ultimi 14 giorni a 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020 (vs 648,3 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020). L'aumento di casi è diffuso in quasi tutto il Paese. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio Iss-ministero della salute. Sono solo Lazio, Liguria e Sardegna le regioni che hanno fatto registrare un Rt sotto l'1 - rispettivamente 0.9 e 0.92, 0.84. A guidare invece la classifica delle regioni con l'Rt piu' alto sono la Basilicata con 1.54 e la Toscana con 1.44. 

"Negli ultimi giorni il numero dei casi comincia ad appiattirsi e questo indica il rallentamento dell'incidenza". Lo ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. "C'è un 'Italia un pò monocolore perchè epidemia colpisce un pò tutto il Paese . 732 casi per 100mila abitanti è l'incidenza a 14 giorni ma una quota di regioni si muove sotto tale incidenza" sottolinea Brusaferro.  "La probabilita di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un pò allontanata . Ciò vale sia per area medica sia per terapia intensiva" ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. "Il rischio è alto in quasi tutto il paese anche se ci sono segnali di miglioramento, quindi bisogna mantenere con forza le misure adottate" ha precisato Brusaferro.

Fondamentali sono le cure a domicilio per pazienti che non presentano sintomi gravi; le raccomandazioni insieme alla terapia medica, di un' alimentazione sana e l'assunzione di vitamina D, vitamina C, calcio, fermenti lattici e integratori naturali.

La strategia di diversificazione dunque sta dando i suoi effetti ha detto il presidente Css Franco Locatelli che ha precisato: "Dico a chiarissime lettere che questi indicatori di miglioramento e decelerazione della curva devono essere un invito a essere ancora più stringenti e rigorosi. Bisogna scendere a Rt sotto 1. I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre ma questa è una ragione per insistere. Evitiamo di ripetere gli errori della scorsa estate". 

Gianni Rezza sottolinea che "E' previsto che le regioni possano al loro interno, a livello comunale o provinciale, adottare zone rosse più restrittive. Ciò è ancora permesso. Nel dpcm è pure previsto, ma mai messo in pratica, che zone possano essere esentate cioè ribassate o 'downgradate' nel livello della colorazione"

"Ci si preoccupa delle prossime feste, ma ora abbiamo il dovere di analizzare cosa succederà a Pasqua se questa seconda ondata non verrà soppressa come si deve. Altrimenti è come fare le diete molto concentrate e poi ci si arrabbia se dopo si ingrassa un chilo alla settimana. O si riesce a trovare un mantenimento, almeno fino a quando non arriverà il vaccino, o la terza ondata è scontata". A dirlo è Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano, durante il convegno "Covid Geo: Comunità sicure. Scienza e tecnologia per ripartire in sicurezza e per sempre". L'Election day del 21 e del 22 settembre in Italia (Referendum e elezioni Regionali) ha portato a circa 88mila infezioni in più di Sars-Cov-2. A dirlo è Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, al convegno "Covid Geo: Comunità sicure. Scienza e tecnologia per ripartire in sicurezza e per sempre". Galli ha presentato una stima elaborata dallo statistico Livio Fenga dell'Istat. "Dicevo 'guardate che per le elezioni non è il momento' - prosegue Galli - e queste sono costate, secondo una modellizzazione, 88mila casi che altrimenti non ci sarebbero stati. I morti? Vogliamo essere bassi e contare un 2%. Basti pensare che 880 è l'1%. I dati sono realismo", aggiunge.

FONTE (ANSA)