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giovedì 14 maggio 2020

L’uso delle mascherine nella vita quotidiana, da ISS una guida alle indicazioni del Dpcm



Le mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono divenute obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. L’obbligatorietà dell’uso in alcune Regioni è stata estesa anche ad altri contesti.
In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.
Le mascherine rappresentano una misura complementare  per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l'igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.
Di seguito ecco alcune FAQ sul corretto utilizzo e le funzioni delle mascherine in questa fase epidemica.
  1. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche?
    Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione.

    Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.
  2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità?
    Esse devono garantire una adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.
  3. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini?
    Dai sei anni in su anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso.
  4. È possibile lavare le mascherine di comunità?
    È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.
  5. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria?
    Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici.
  6. Come smaltire le mascherine?
    • Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati;  
    • se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.


Istruzioni per l'uso 

Prima di indossare la mascherina 
  • lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi;  
  • indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna; 
  • posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento; 
  • accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna);
Durante l’uso 
  • se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci; 
  • se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani; 
  • non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani; 
Quando si rimuove 
  • manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci;
  • lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l'igiene delle mani con una soluzione alcolica;
Nel caso di mascherine riutilizzabili
  • procedere alle operazioni di lavaggio a 60 gradi con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina;
  • dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani. 
Fonte: Istituto Superiore Sanità

venerdì 20 ottobre 2017

Rischio 10 milioni di morti nel 2050 per Antibiotico - Resistenza



La resistenza agli antibiotici sta diventando un problema in Europa. Purtroppo in Italia è una vera emergenza. Secondo l'Oms, nel 2050 si rischierà di arrivare a 10 milioni di morti a causa della Antibiotico-Resistenza. La situazione ha diverse cause e scenari di vaste proporzioni. Ad oggi i dati parlano di 4 milioni di infezioni in Europa e 37 mila morti.

Negli ospedali italiani sono circa 300 mila i pazienti colpiti da infezioni, sopratutto nella terapia intensiva. Spesso i germi vengono trasportati da paziente a paziente a causa di una scarsa igiene da parte del personale sanitario. 


A breve sarà approvato il Decalogo per l'uso corretto degli antibiotici


E' in arrivo il primo Decalogo per l'uso corretto degli antibiotici realizzato dal Gisa (Gruppo italiano per la steward antimicrobica) e presentato al Ministero della Salute.
Tale documento sarà approvato la prossima settimana dalla Conferenza Stato-Regioni-ndr.

Le cause della resistenza agli antibiotici

Purtroppo come tutti ben sanno, negli allevamenti di animali si fa troppo uso di antibiotici e questa è una delle cause della resistenza. In secondo luogo moltissime persone preferiscono il "fai-da-te", assumendo antibiotici senza consultare il medico. Negli ultimi tempi, purtroppo non si è fatta molta ricerca e di conseguenza non sono stati scoperti e sperimentati nuovi tipi di antibiotici. I viaggi all'estero o la presenza nel nostro paese di stranieri provenienti da zone con patologie che in Italia sono state debellate da secoli, non aiuta a migliorare la situazione. Molti esperti trovano anche una causa nella poca diffusione dei vaccini.

Un organismo sano con un sistema immunitario adeguato è meno soggetto a infezioni, per questo è importante condurre uno stile di vita sano, praticando molta attività fisica e integrando nutrienti in modo adeguato - 

Cosa possiamo fare per difenderci dalle infezioni

In attesa che il nuovo Decalogo entri in vigore, da anni gli esperti danno indicazioni sui comportamenti più consoni da adottare per evitare la resistenza agli antibiotici:

  • Evitare l'abuso di antibiotici senza il parere del medico;
  • Ridurre il consumo di carne;
  • Lavare frequentemente le mani con qualsiasi tipo di detergente (insaponando per almeno 20 secondi);
  • Evitare luoghi affollati;
  • Consumare frutta e verdura e cibi con vitamina C;
  • Assumere spezie e alimenti con proprietà antivirali e antibiotiche naturali come Aglio, Echinacea, Cipolla, tè verde, origano