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lunedì 6 aprile 2020

Coronavirus: sedentarietà e salute; esperto, non mollate



Appello a mangiare bene 'o rischio patologie' ma no privazioni

Non è questo il momento di lasciarsi andare. A tavola come durante le ore trascorse a casa: adesso più di prima, con il proseguire della formula anti-Covid #iorestoacasa, bisogna tenere duro. Il protrarsi della sedentarietà, se condotta senza regole sane, mette infatti a rischio l'efficienza del nostro sistema immunitario, proprio il più esposto in questa epidemia.
A lanciare l'appello è l'ordinario di Nutrizione Umana e Clinica, direttore Scuola di Specializzazione in Scienza dell' Alimentazione dell'Università "G. d'Annunzio" Chieti - Pescara, Nicolantonio D'Orazio, che rileva anche "una scarsità o assenza di Linee Guida in ambito nutrizionale per la popolazione".
L'esperto mette in guardia sui rischi di sviluppare vere e proprie patologie. Da qui il consiglio di dare la massima attenzione a un sano equilibrio sia a tavola sia negli stili di vita quotidiani soprattutto in questo periodo. Ma, dice D'Orazio tranquillizzando tutti i palati, questo non sia letto come un "'decreto' nutrizionale di privazioni e divieti", solo qualche attenzione in più può aiutare.
"Soggiorni prolungati a casa - spiega l'esperto - possono aumentare comportamenti che portano all'inattività fisica e a squilibri alimentari e nutrizionali. Questi contribuiscono alla crescita di stati ansiosi e depressivi, che a loro volta possono creare uno stile di vita sedentario noto nel provocare una serie di condizioni patologiche croniche".
Ulteriori squilibri alimentari, di oggi, potrebbero poi tradursi, sottolinea D'Orazio, "in un ulteriore aumento ponderale (sovrappeso fino all'obesità), dislipidemie, diabete, ipertensione, osteoporosi e sindromi ansiose-depressive". Intanto dai dati Ismea emerge che nel carrello della spesa degli italiani gli acquisti per le patatine sono aumentati del 31,3% in un mese rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con un'impennata anche per le birre (+13,8%), i dolci spalmabili (+57,7%) e la pizza surgelata (+54,3%).
La nutrizione, dice D'Orazio rinnovando l'invito a seguire le norme base, "deve essere molto semplice non elaborata con cibi possibilmente freschi e variare moltissimo gli alimenti, con un consumo per le persone della terza età che sono costrette a casa, di consumare pasti piccoli e frequenti, che potrebbe valere anche per l'intera famiglia. Le verdure a foglia verde possibilmente condite con il limone, si trovano in questi giorni la bietola che contiene un adeguato apporto di sodio, potassio magnesio oltre che vitamina A e β e α-carotene, luteina (zeaxantina) e C e vitamina K, carciofi, carote cavolfiore, fiori di zucca, indivia, scarola, lattuga, lollo, radicchio, zucca e zucchine, sedano, agretti o barba di frate.
La frutta, continua l'esperto, va scelta sempre fresca "visto l'approvvigionamento che vi è in Italia, e che in questi giorni devo dire è superlativo, come fragole, kiwi, pomelo e arance, meloni, mele, pere. Tutti utilissimi per il contenuto in vitamine A, C e micronutrienti come zinco, selenio, rame e ferro". Non deve poi mancare la scelta delle carni mentre, afferma, la stagione invita anche al maggior consumo di pesci per controbilanciare il minor apporto calorico (circa il 20% di lipidi inferiore alla carne). E mai dimenticare un po' di movimento fisico anche in casa. 

fonte: Ansa - Salute & Benessere

lunedì 14 ottobre 2019

Obesità aumento del rischio di cancro



L'11 ottobre scorso è stata la giornata mondiale dell'obesità, con l'aumento di peso aumenta il rischio di cancro del 50%

Secondo un recente studio del Cancer Council of Victoria, che ha seguito oltre 30 mila persone fino ai trent'anni. Sotto esame l'indice di massa corporea che si assume con l'età adulta e l'incidenza di cancro legato all'obesità.
Lo studio ha dimostrato che aumentando di peso gradualmente durante l'età adulta ha un rischio di oltre il 30% di contrarre 13 tipi diversi di cancro. Gli adulti, invece, che diventano obesi hanno un rischio che raggiunge il 50%. 
Per verificare se si è in sovrappeso l'indice di massa corporea deve superare 25. 
Come si calcola IMC
Peso kg / (Altezza x Altezza) = Peso/(risultato AxA) = IMC

Esempio:
55Kg / (1,58 x 1,58) = 2,4    =   55/2,4 = 22,91 IMC

è possibile calcolare la propria massa corporea anche on line
Calcola il tuo IMC

Fino a 30 si è in sovrappeso, mentre superando 30 si è obesi. 

Con l'obesità cresce il rischio di alcuni tipi di cancro che riguardano il fegato, all'esofago, al pancreas, tiroide, ovaie.

Gli studiosi raccomandano di mantenere un peso corporeo normale durante l'età adulta, seguire uno stile di vita sano, con un'alimentazione con pochi cibi grassi e con un'adeguata attività fisica. Tali fattori, infatti, contribuiscono a mantenere un peso nella norma. 
Ciò che gli esperti raccomandano maggiormente è di evitare le bibite gassate e zuccherate. 
In Italia i dati sono sempre più preoccupanti; infatti l'obesità è spesso diffusa anche durante l'infanzia e l'adolescenza. Complice di questa negativa tendenza sono il fast food, le merendine e le bibite gassate. 
Le eccezioni sono sempre ammesse, ogni tanto ci si può concedere qualche piccolo peccato, ciò che non va è quando la sregolatezza nell'assumere cibi di ogni genere e a tutte le ore diventa abitudine.


L'attività fisica non dovrebbe mai essere abbandonata; non deve essere necessariamente corsa, ma anche camminata veloce, scale al posto dell'ascensore e passeggiata di almeno un'ora al giorno. 
Altri piccoli trucchi possono essere usati a tavola come ad esempio un buon bicchiere di vino al posto di una bevanda gassata, frutta secca, poco olio e poco pane, possibilmente integrale. 
Il pasto può essere preceduto da una mela o da un'insalata che diminuiscono il senso di fame. 

martedì 9 ottobre 2018

Obesity Day, il nuovo killer è l'inattività


L’obesità è un grave problema che affligge milioni di persone, il 10 ottobre parte la campagna mondiale di sensibilizzazione. La dottoressa Aurora Modeo, biologa nutrizionista del team scientifico Keyum: “L’unica reale soluzione per sconfiggere l’obesità è aumentare la consapevolezza di ciò che si mangia e praticare attività fisica”
La parola obesità deriva dal latino “obesus”, è formata dalla particella intensiva ob ed esus participio passato di edere ovvero mangiare ed è caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo. A livello internazionale, l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica: in primis perché è in costante aumento e non solo nei paesi occidentali e in secondo luogo perché è un importante fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative come diabete, malattie cardiovascolari, disturbi locomotori. Risulta quindi una sfida prioritaria per la sanità pubblica e quindi, anche quest’anno, il prossimo 10 ottobre si celebra “Obesity day”, la giornata mondiale dell’obesità.
Escludendo quelle forme di obesità dovute ad alterazioni genetiche – spiega la Dottoressa Aurora Modeo, biologa nutrizionista del team scientifico Keyum, esperta nel programmare piani alimentari personalizzati - la maggior parte dei casi di obesità è legata ad un eccessivo introito calorico rispetto al fabbisogno specifico di un individuo. Il sovrappeso e l’obesità ad oggi colpiscono tutte le fasce di età: adulti, anziani e bambini. In Italia sono attivi dei sistemi di sorveglianza per la raccolta dei dati, i temi indagati sono quelli legati al sovrappeso e all’ obesità e al consumo di frutta e verdura”.
Negli adulti compresi tra i 18 e i 69 anni “Passi” raccoglie informazioni sullo stile di vita e comportamenti associati a fattori di rischio per l’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili (o anche definite del benessere) e sul grado di conoscenza e adesione ai programmi di intervento che il Paese sta realizzando per la loro prevenzione.  Il Centro nazionale di epidemiologia Cnesps-Iss, tramite il Progetto Cuore, effettua periodicamente la misurazione dei fattori di rischio cardiovascolari su campioni di popolazione, attraverso esami fisici standardizzati, rigorosi e accurati.  Negli anziani la sorveglianza “Passi d’Argento” fornisce informazioni sulle condizioni di salute, abitudini e stili di vita della popolazione uguale o maggiore a 65 anni del nostro Paese.  In età infantile, l’obesità e il sovrappeso hanno delle implicazioni dirette sulla salute del bambino e rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie in età adulta.
Dal 2007, per comprendere la dimensione del fenomeno nei bambini italiani e i comportamenti associati, il Ministero della Salute/CCM ha promosso e finanziato lo sviluppo e l’implementazione nel tempo del sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dall’allora Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (attualmente Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute) dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con le Regioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
“La sorveglianza – specifica Modeo - è alla base delle strategie italiane in materia di prevenzione e promozione della salute, quali il Programma Governativo "Guadagnare salute" e il Piano Nazionale della Prevenzione e, in ambito internazionale, aderisce alla “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) della Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. OKkio alla SALUTE, che ha una periodicità di raccolta dati biennale, ha lo scopo di descrivere la variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo dello stato ponderale, degli stili alimentari, dell’abitudine all’esercizio fisico dei bambini della terza classe primaria e delle attività scolastiche favorenti la sana nutrizione e l’attività fisica”.
Ad oggi, a livello nazionale, sono state effettuate cinque raccolte dati (2008-9, 2010, 2012, 2014 e 2016) ognuna delle quali ha coinvolto oltre 40.000 bambini e genitori e 2000 scuole. In particolare, nel 2016 hanno partecipato 2.604 classi, 45.902 bambini e 48.464 genitori, distribuiti in tutte le regioni italiane. I risultati della quinta raccolta dati di OKkio alla SALUTE confermano la necessità di mantenere viva l’attenzione e l’impegno nel favorire stili alimentari salutari e nel rafforzare il contrasto alla sedentarietà in ambito scolastico.
In merito alla sedentarietà, i dati raccolti hanno evidenziato che i bambini fanno poca attività fisica, si stima che 1 bambino su 8 risulta fisicamente inattivo; poco più di 1 bambino su 20 pratica un livello di attività fisica raccomandato per la sua età; tali dati sono sicuramente legati anche alle esigenze di recarsi a scuola con mezzi motorizzati, giocare poco all’aperto e non fare sufficienti attività sportive strutturate. Rispetto alle precedenti raccolte in quest’ultima rilevazione, sembra che la percentuale dei bambini inattivi sia aumentata. Tale dato è confermato anche a livello mondiale senza distinzione di età, in particolare le donne rispetto agli uomini, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di un nuovo killer: l’inattività fisica. Il nuovo piano d’azione prevede di ridurre l’inattività fisica del 10% entro il 2025 e del 15% entro il 2030.
“Un modo per rendere fisicamente attivi i bambini è far loro percorre il tragitto casa-scuola a piedi o in bicicletta anzichè l’utilizzo di un mezzo pubblico o privato – consiglia l’esperta -  Nella nostra quotidianità sta diventando sempre più una sfida, soprattutto perché le nostre città e comunità non sono progettate nel modo funzionale. Le scuole e le famiglie devono collaborare nella realizzazione di condizioni e di iniziative che incrementino la naturale predisposizione dei bambini all’attività fisica. La crescente disponibilità di televisori e videogiochi, associata a profondi cambiamenti nella composizione e nella cultura della famiglia, ha contribuito ad aumentare il numero di ore trascorse in attività sedentarie. Pur costituendo un’opportunità di divertimento e talvolta di sviluppo del bambino, il momento della televisione si associa spesso all’assunzione di cibi fuori pasto che può contribuire al sovrappeso o obesità del bambino. Evidenze scientifiche mostrano che la diminuzione del tempo di esposizione alla televisione da parte dei bambini è associata ad una riduzione del rischio di sovrappeso e dell’obesità a causa prevalentemente del mancato introito di calorie legati ai cibi assunti durante tali momenti”.
La prevenzione precoce dell’obesità infantile, si attua attraverso la promozione di sani stili di vita in donne in gravidanza, ai neo-genitori e alle famiglie attraverso una cultura condivisa e coerente fra gli operatori sanitari per la diffusione di informazioni adeguate e univoche (es. Sapori di maternità) su corretti stili di vita fin dai primi anni di vita e nell’età scolare. Un altro aspetto da non sottovalutare è la percezione del peso del proprio figlio, che continua ad essere distorta nei genitori dei bambini con eccesso ponderale. Inoltre nell’indagine Okkio alla salute del 2016, circa 7 mamme su 10 pensano che il proprio bambino in sovrappeso o obeso mangi scarse o giuste quantità di cibo e 1 mamma su 2 di bambini considerati non attivi, pensa che il figlio svolga una attività fisica sufficiente.
Risulta dunque chiaro che per ridurre l’obesità è necessario aumentare la consapevolezza e attivarsi concretamente al fine di  modificare le abitudini alimentari e indirizzarsi verso una stile di vita più corretto e salutare.
Ogni anno, in vista dell’estate e dopo le festività natalizie, veniamo inondati da diete miracolose, prive di fondamento scientifico e, molto spesso sbilanciate, a basso contenuto calorico, che, in pochi giorni, settimane o nel miglior delle ipotesi mesi, permettono di perdere in bilancia: dai 10 ai 20 kg.Ma siamo sicuri che queste proposte dietetiche siano davvero la soluzione migliore per combattere i chili in eccesso, la condizione di sovrappeso e che ci allontanano realmente dal rischio obesità? “Nella maggior parte dei casi – avverte la biologa nutrizionista - tali regimi dietetici ci danno solo l’illusione che qualcosa stia cambiando, ma non è così!.Alla perdita di peso veloce e rapida si contrappone un effetto “YoYo”, che riporta il peso al punto di partenza o a volte, addirittura, ad un incremento rispetto ai valori precedenti. Ad oggi, l’unica reale soluzione per sconfiggere l’obesità è aumentare la  consapevolezza di ciò che si mangia, non solo sperimentando l’assunzione di cibi più o meno calorici e le relative quantità ma anche e soprattutto valutando il loro rispettivo senso di sazietà. Intraprendere un percorso di educazione alimentare, plasmato nel tempo, permette ad ogni individuo predisposto, di imparare a mangiare in modo sano assumendo la capacità di distinguere tra cibi “cattivi” e quelli “buoni”, facendo scelte più consapevoli e non dettate da accattivanti slogan pubblicitari. Saper gestire la propria giornata alimentare in funzione delle abitudini alimentari e delle scelte lavorative, senza tralasciare la sfera sociale e familiare, è principio fondamentale affinché tale educazione sia duratura nel tempo. Consapevolezza, pazienza e motivazione possono permetterci di sconfiggere l’obesità ed è questo che la giornata mondiale dell’obesità vuole, ogni anno, ricordarci”.


KEYUM IN PILLOLE Il metodo Keyum® è stato inventato da Paolo Braghin, il quale ha messo a punto  con l’aiuto di una commissione medico-scientifica un software, unico in Europa, che definisce la dieta su misura mantenendo nel menù i piatti preferiti grazie ad una scomposizione bromatologica di settemila cibi e quindicimila ricette in continuo aggiornamento. Le sede centrale è a Boara Polesine, in provincia di Rovigo, ma ci sono uffici operativi anche a Bologna, a Valli di Chioggia e a Mira, nel Veneziano. La società è nata nel 2013, ad oggi vi lavorano nelle varie sedi una decina di persone. Nel corso degli anni, ha elaborato migliaia di diete per oltre diecimila persone, nel tre quarti dei casi per il mondo femminile. Tra chi segue il metodo, alcuni sportivi famosi nel territorio veneto: citiamo i triatleti Nicola Battocchio, Omar Bertazzo e Michele Aglio; i ciclisti Marcello Pavarin, Liam Bertazzo e Filippo Fortin; ma anche il rugbista Nicola Quaglio e gli atleti di Judo-Karate-Taekwondo Gabriele e Gianni Guglielmo. Dal punto di vista medico-sanitario, grazie alla revisione della piattaforma, che è stata effettuata in collaborazione con docenti dell’università Alma Mater di Bologna, il software è in grado di elaborare programmi nutrizionali anche in presenza 24 allergie ed intolleranze e 18 stati patologici, funziona ad esempio per attenuare e ridurre drasticamente i sintomi del reflusso gastrico, del gonfiore addominale, della stipsi e di alcune forme di mal di testa.

Fonte: Notiziabile - Ufficio Stampa Velvet Media