lunedì 18 maggio 2020

Covid-19, on line “Amare a distanza” un video dedicato agli anziani realizzato dall’ISS



“Amare a distanza” è il video dedicato agli anziani che la casa di produzione Clevercut ha realizzato in collaborazione con L’Ufficio stampa dell’ISS, per invitare a stare accanto alle persone anziane in modo nuovo anche durante questa emergenza e proteggere spiegando l’importanza del distanziamento sociale anche per questa fascia particolarmente fragile e bisognosa di cure.
L'amore non conosce distanza
Il video in collaborazione con l’Ufficio Stampa dell’ISS è stato donato a titolo non oneroso dalla casa di produzione musicale Clevercut.
Un grazie speciale a Claudio Baglioni per aver concesso l’utilizzo della musica “I Vecchi” e al giovane pianista Massimo Murri che ha dedicato la sua esecuzione alle generazioni che lo hanno preceduto.




fonte: Istituto Superiore Sanità ISS

sabato 16 maggio 2020

Mascherine al carbonio altamente protettive



All'inizio della Pandemia siamo dovuti ricorrere spesso al fai-da-te, soprattutto quando mancavano le mascherine, fondamentali per proteggerci dal Covid-19. In questi mesi abbiamo imparato le differenze fra i dispositivi di sicurezza e alcuni cittadini hanno iniziato a fare perfino test fai-da-te sulle mascherine, soffiando su una fiamma, per provare che il fiato non filtra dal tessuto di cui è fatta la mascherina. Sono nate mascherine di tutti i tipi: in tessuto, in TNT, e infine anche in tessuto al carbonio.In questo momento, sembra che molte aziende italiane abbiano iniziato a produrre mascherine, che abbiano una buona efficacia, per  far fronte alla grande necessità e anche per dare un maggior impulso all'economia.
Le mascherine lavabili e riutilizzabili sono state prodotte usando la tecnologia “Carbon Energized Fiber”, sono formate da filati di carbonio e fibre tessili, in un sistema in grado di gestire il flusso di vapore della traspirazione in modo da lasciare la pelle asciutta.Queste mascherine permettono un respiro regolare e sono nate in Veneto, dall'Azienda Under Shield, che produce abbigliamento e accessori per gli atleti.
Le mascherine sono adatte per fare sport. Per la tecnologia con la quale sono realizzate, le mascherine in tessuto al carbonio saranno utilizzate anche dalle compagnie aeree.

Tessuto al carbonio

Ora forniamo farmacie e negozi sanitari, che apprezzano le nostre performance tecniche. Ci ha scelto anche Ryanair per la protezione del personale della compagnia – racconta Pandin a Il Mattino di Padova. Le mascherine di Under Shield non sono Dpi, ma “le attuali ffp2 e ffp3 sono basate su progetti di almeno 25 anni fa. Noi abbiamo messo insieme tre strati che hanno la caratteristica di bloccare il Covid sia in entrata che in uscita”.
La produzione avviene a Fontaniva, una piccola cittadina della provincia di Padova, e si stima che presto che quantitativi massicci di mascherine partiranno per tutto il mondo. Le mascherine sono realizzate per adulti e per bambini.

A questo proposito, l’azienda ha effettuato un test che è quello della “penetrazione di virus utilizzando il batteriofago Phi-X174 che risulta simile, per dimensioni e forma, al virus dell’epatite C, il cui involucro lipidico ha un diametro di circa 55-65 nm. Le particelle virali del Covid-19 hanno invece un diametro di 60-140 nm. I risultati ottenuti sono particolarmente significativi perché dimostrano che il materiale che utilizziamo rappresenta un’efficace barriera contro le particelle virali”.

fonte: LifeStyleSlow

venerdì 15 maggio 2020

Covid-19: si studiano i danni permanenti agli altri organi



La prassi degli ospedali vuole che dopo una malattia grave, vi siano periodici controlli e un monitoraggio di eventuali danni riportati nei pazienti. Anche per malati del Covid-19 la procedura è la stessa. Molti ospedali stanno, infatti, richiamando gli ex ricoverati e guariti di Coronavirus per accertamenti e controlli. In realtà il Covid-19 entra attraverso le vie respiratorie, ma poiché si tratta di un’infiammazione, quest’ultima si propaga anche ad altri organi. Secondo il monitoraggio che sta iniziando in queste settimane, sembra che gli altri organi coinvolti siano pancreas, cuore, fegato, reni, cervello oltre ai polmoni. 
Covid-19 e danni permanenti
Il virus dopo aver causato nei casi gravi, la polmonite intersistiale, altera le condizioni fisiologiche e l’insufficienza respiratoria, che ne deriva può compromettere gli altri organi. Già dalle prime verifiche effettuate in alcuni ospedali del Bergamasco, le radiografie al torace degli ex malati Covid riportano segni evidenti della malattia.
Uno studio pubblicato nel 2011 sulla rivista Circulation ha dimostrato che le infezioni respiratorie, a partire dall’influenza, aumentano il rischio di insorgenza diinfarti e ictus, non è un caso se fra i farmaci in sperimentazione vi è anche l’eparina.  Il Covid-19, secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori americani, determina un aumento rapido della risposta infiammatoria, che può coinvolgere anche i vasi sanguigni e il cuore. Ne consegue l’alto rischio di miocarditi e vasculiti, e aritmie cardiache, che possono rivelarsi fatali. L’infiammazione porterebbe, per tutta una serie di concause alla coagulazione del sangue, con il rischio di trombi e embolie polmonari. 
In questo contesto di studi i risultati delle autopsie condotte su deceduti per Covid-19 sono determinanti. Finora è emerso che un terzo dei pazienti è deceduto a causa di un’insufficienza renale acuta. Ad ogni modo, ciò che si è compreso fin dall'inizio è che è fondamentale la risposta del sistema immunitario quando si contrae il Covid-19. Questo spiega, uno dei motivi per i quali i Virus agisce in modo diverso nelle persone. Da alcuni studi è anche emerso che le donne sono meno colpite degli uomini, per un motivo che riguarda gli ormoni, che persone allergiche hanno un sistema immunitario che reagisce prontamente agli attacchi esterni, per cui sono meno soggette al contagio. 

Covid-19 e danni al cervello

Gli ultimi studi hanno  riscontrato altre condizioni neurologiche, scatenate dall’infezione Sars-CoV-2: dalla sindrome di Guillain Barrè alla nevralgia del trigemino, fino all’encefalopatia emorragica necrotizzante. I ricercatori sono partiti dall’iniziale perdita dell’olfatto, fino a riscontrare confusione, deficit di memoria e deliri di vario genere.
E’ di fondamentale importanza cercare di contenere al massimo il contagio, continuando a rispettare le distanze sociali e le norme dettate dai decreti del Governo. Inoltre i farmaci in sperimentazione, come anche la cura del Plasma sono cure efficaci, se somministrati all’insorgere dei primi sintomi. Infatti, alla maggior parte dei deceduti per Covid-19, la malattia è stata diagnosticata in ritardo, quando già i polmoni erano compromessi.
fonte: LifeStyleSlow

Lo scoop di Report: L’Inghilterra ha un vaccino e lo farà produrre in Italia



Un’esclusiva del programma di Rai 3 “Report” andato in onda l'11 maggio scorso alle 21.30 ha svelato una notizia che potrebbe rappresentare la svolta nella lotta al Covid-19. Nel corso di un’intervista rilasciata all’inviata Chiara De Luca, Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato della società IRBM di Pomezia ha confermato che il governo inglese avrebbe già incaricato la sua azienda di produrre “a tutto spiano”. “Verrà distribuito prioritariamente alla popolazione inglese e italiana e poi al resto del mondo – confida Piero Di Lorenzo alla giornalista.
La IRBM è stata scelta dal governo inglese perché sta già collaborando con la Oxford University alla realizzazione del vaccino per il Covid-19  Di Lorenzo ha ricordato che la proprietà intellettuale del vaccino è dell’Università di Oxford: “La Oxford University, con i finanziamenti presi dal Cepi e da altri finanziatori, ha sintetizzato il gene della proteina spike ed ha quindi la proprietà intellettuale di questa costruzione del vaccino. Ci ha chiamato affinché mettessimo a disposizione i nostri laboratori e la nostra esperienza, quindi noi continueremo a produrre questo vaccino, vediamo in che misura e per quali territori. Ce lo dirà Oxford”.
Di Lorenzo ha anche affermato di averne parlato con il Governo italiano: «Ne ho parlato con i nostri governanti, sono disperati. Perché senza vaccino non se ne esce». Siccome la competizione sarà notevole «penso che interverranno pesantemente i governi – ha aggiunto Di Lorenzo -le prime 200 mila dosi chi le usa? Ci sarà una bella competizione. Il problema è mettere la bandierina sulla luna». Report ha chiesto al ministero della Salute quali rapporti intercorrano con il gruppo IRBM in relazione al vaccino contro il Covid-19 che la stessa IRBM sta producendo per conto dello Jenner Institute di Oxford, se il dicastero stia valutando l’eventualità di acquistare questo vaccino e a quali condizioni essendo questo ancora in fase sperimentale: ha risposto che non intercorre alcun rapporto.
fonte: insanitas.it

giovedì 14 maggio 2020

Il gene che controlla la glicemia



La glicemia è il livello di concentrazione di glucosio nel sangue. É molto importante che i livelli di glicemia si mantengano entro un certo range per evitare problematiche a carico della nostra salute.
Il nostro corpo ha un sistema di regolazione che gli permette di mantenere abbastanza costante il livello glicemico durante tutta la giornata. Per fare questo intervengono una serie di ormoni, il più importante e conosciuto è senza dubbio l’insulina, prodotta dal pancreas, dall’azione ipoglicemizzante.
Il pericolo: l'insulino resistenza
L'insulino resistenza consiste nella diminuzione della capacità delle cellule di rispondere all'azione dell'insulina, in particolare di quelle del tessuto muscolare e adiposo.
L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. Dopo ogni pasto vengono normalmente rilasciate in circolo piccole quantità di insulina, con lo scopo di aiutare l'ingresso del glucosio nelle cellule, dove può essere utilizzato come fonte energetica.
Le cellule per poter vivere necessitano del glucosio; per questo motivo in presenza di insulino-resistenza, l'organismo cerca di compensare la diminuzione dell'ingresso di glucosio nelle cellule, producendo quantità maggiori di insulina. Ne consegue un innalzamento dei livelli di insulina (iperinsulinemia) e l'iperstimolazione dei tessuti ancora sensibili all'azione dell'ormone. Nel tempo, questo processo comporta uno sbilanciamento dell'equilibrio tra glucosio e insulina che, se non trattato, può portare a complicanze in varie parti dell'organismo.
L'insulino resistenza comporta un alto livello di glicemia e per questo sembra essere strettamente collegata al diabete mellito di tipo 2, patologia attualmente largamente diffusa, la sindrome metabolica e l'obesità.
L’insulina si lega ai suoi recettori e attiva dei segnali intracellulari che regolano molte funzioni, il metabolismo del glucosio e non solo, il tono vascolare.

Qual'è il gene che controlla la glicemia?
Recettore gamma che attiva il "Peroxisome-Proliferator"
Questa proteina dal nome così lungo è un recettore che si trova nel nucleo cellulare. PPARG è importante nella formazione e nello sviluppo degli adipociti (cellule del grasso).
Come recettore nucleare, quando certe molecole si legano ad esso (ad es. le prostaglandine), esso può legarsi direttamente al DNA ed influenzare l’espressione di specifici geni: in questo modo regola l’immagazzinamento degli acidi grassi ed il metabolismo del glucosio.
 La variante testata cambia l’aminoacido di questa proteina in posizione 12 da Prolina ad Alanina, e la versione con alanina ha una ridotta affinità per i geni target che significa che si lega al Dna con minore forza: questo provoca un effetto ridotto sulla loro espressione. La forma Ala sembra avere un effetto protettivo contro alti BMI ( indice di massa corporea), ed inoltre riduce la sensibilità all’insulina , ma solo in determinate condizioni.
CC - Gli individui con genotipo Pro/Pro sono più sensibili agli effetti negativi dei grassi saturi e dei carboidrati raffinati nella dieta, e allo stile di vita sedentario. E’ stato anche riportato che proporzioni più alte di grassi mono e polinsaturi nella dieta sono correlate ad un più basso indice di BMI.
CG - Gli individui con genotipo Pro/Ala non presentano associazione con un incremento di sensibilità ai carboidrati raffinati e ai grassi saturi.
GG - Anche gli individui con genotipo Ala/Ala non hanno un’associazione con un incremento della sensibilità per i carboidrati raffinati e/o per i grassi saturi. 

Il test genetico NUTRIgene Plus permette di analizzare la varianti genetiche e di creare un profilo genetico, essenziale per mettere a punto cure e strategie di prevenzione personalizzata.
fonte: Dna Solutions

L’uso delle mascherine nella vita quotidiana, da ISS una guida alle indicazioni del Dpcm



Le mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono divenute obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. L’obbligatorietà dell’uso in alcune Regioni è stata estesa anche ad altri contesti.
In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.
Le mascherine rappresentano una misura complementare  per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l'igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.
Di seguito ecco alcune FAQ sul corretto utilizzo e le funzioni delle mascherine in questa fase epidemica.
  1. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche?
    Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione.

    Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2.
  2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità?
    Esse devono garantire una adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.
  3. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini?
    Dai sei anni in su anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso.
  4. È possibile lavare le mascherine di comunità?
    È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.
  5. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria?
    Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici.
  6. Come smaltire le mascherine?
    • Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati;  
    • se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.


Istruzioni per l'uso 

Prima di indossare la mascherina 
  • lavare le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o eseguire l’igiene delle mani con soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi;  
  • indossare la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci e avendo cura di non toccare la parte interna; 
  • posizionare correttamente la mascherina facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento; 
  • accertarsi di averla indossata nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna);
Durante l’uso 
  • se si deve spostare la mascherina manipolarla sempre utilizzando gli elastici o i legacci; 
  • se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani; 
  • non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani; 
Quando si rimuove 
  • manipolare la mascherina utilizzando sempre gli elastici o i legacci;
  • lavare le mani con acqua e sapone o eseguire l'igiene delle mani con una soluzione alcolica;
Nel caso di mascherine riutilizzabili
  • procedere alle operazioni di lavaggio a 60 gradi con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore, se disponibili; talvolta i produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina;
  • dopo avere maneggiato una mascherina usata, effettuare il lavaggio o l’igiene delle mani. 
Fonte: Istituto Superiore Sanità

L'allarme dell'Oms: 'Il coronavirus potrebbe anche non scomparire mai'


Come per l'Hiv, con il vaccino avremmo una chance


"Abbiamo un nuovo virus che entra nella popolazione umana per la prima volta e quindi è molto difficile prevedere quando riusciremo a prevalere su di esso": Lo ha detto Mike Ryan, a capo del programma di emergenze sanitarie dell'Oms, nel briefing sul coronavirus. "Questo virus potrebbe diventare solo un altro virus endemico nelle nostre comunità e potrebbe non scomparire mai. L'Hiv non è scomparso. Non sto confrontando le due malattie, ma penso sia importante che siamo realistici. Non credo che nessuno possa prevedere quando o se questa malattia scomparirà", ha aggiunto, spiegando che il Covid-19 potrebbe anche fondersi con altri virus che compaiono ogni anno. Con un vaccino, "potremmo avere una possibilità di eliminare questo virus ma quel vaccino dovrà essere disponibile, dovrà essere altamente efficace, dovrà essere reso disponibile a tutti e dovremo usarlo", ha detto ancora Ryan.
Alcuni studi hanno dimostrato che una barriera importante è il sistema immunitario e la risposta che quest'ultimo restituisce a contatto con il Covid-19. Per questo motivo è importantissimo avere un sistema immunitario efficiente e forte. 


fonte: Ansa Salute